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La scuola ai tempi del terremoto

Il brulichio operoso degli emiliani si è interrotto di colpo la notte del 20 maggio. Lo choc di un sisma di magnitudo 6.0 ha per alcuni giorni sconvolto la popolazione, impreparata a una tale evenienza, ma non l’ha bloccata. Raccolti in fretta e i cocci, via di nuovo, alla ricerca della normalità e di una ripresa. Il 29 maggio,  la scossa micidiale delle ore 9.00 ha cambiato tutto: abbiamo dovuto fare  i conti con noi stessi e prendere atto che ci trovavamo di fronte a un nemico più forte e subdolo. Davanti a Chiese squarciate e campanili crollati sulle case che proteggevano, la fede di molti è stata messa a dura prova. Gli anziani, ricoverati nelle tendopoli sorte in un batter d’occhio, e i ragazzi sono stati coloro che più hanno sofferto per l’improvvisa mancanza di punti di riferimento.

La nostra scuola, l’I.I.S ‘Luosi’ di Mirandola, danneggiata ma non del tutto inagibile, alla quale eravamo corse subito dopo il primo sisma per verificare la situazione e raccogliere registri e documenti importanti, era già operativa proprio il mattino del 29, data della seconda scossa. I ragazzi si trovavano in cortile con alcuni docenti per prepararsi agli esami imminenti. Per caso si è evitato il peggio: la caduta della centralina dell’Enel ha infatti causato solo qualche escoriazione e  tanto panico.

Da allora,  il ‘Luosi’, come il limitrofo ‘Galilei’, è diventato inutilizzabile e si è dovuto ‘appoggiare’ alla Scuola Media ‘Montanari’, una sorta di centrale operativa e di smistamento per tutte le attività della zona.

Noi docenti abbiamo capito subito che era importante renderci disponibili per i nostri ragazzi; con il coordinamento sollecito e attivissimo del nostro Dirigente, Dott. Siena, abbiamo continuato la nostra opera di formatori, contattando gli studenti dispersi tra le varie tende o emigrati altrove, fornendo risposte e soprattutto offrendo conforto. Crediamo che la presenza della scuola, abbattuta nei muri ma non nelle persone, sia stata per tutti loro un forte invito ad andare avanti, a immaginare un futuro che partiva anche dagli esami, subito organizzati e svolti sotto i tendoni bianchi della protezione civile.

Alda Barbi e Maura Zini, I.I.S. ‘G.Luosi’, Mirandola

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