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| | Ormai da circa trent’anni a Modena è attivo un gruppo di insegnanti e di ricercatori in matematica, che animati da una grande passione per lo studio e l’insegnamento della materia, costruisce strumenti, chiamati macchine matematiche , che possono essere utilizzati nelle scuole in attività di laboratorio per lo studio della geometria. Sono oggetti affascinanti dal sapore antico, fatti di legno, ottone, aste rigide, ruote, sistemi articolati, biellismi, in grado di illustrare, spiegare e fare toccare con mano teoremi matematici che sono stati concepiti dall’uomo in un arco temporale che va dall’antica Grecia al XIX secolo. Le macchine sono ora costruite dagli insegnanti che animano la Associazione Macchine Matematiche (www.macchinematematiche.org) nata nel 2003 con la collaborazione della Facoltà di Matematica di Modena e vengono impiegate sia per mostre ed esposizioni in Italia e all’estero, sia all’interno del Laboratorio dell’Università (www.mmlab.unimore.it) dove è possibile per le scuole seguire vari percorsi di studio (prospettiva, trasformazioni geometriche, coniche). Da qualche anno inoltre grazie al progetto regionale MMLab-ER in molte province della regione i docenti hanno avuto la possibilità di seguire un percorso di formazione propedeutico all’utilizzo di questi strumenti; il progetto ha portato alla realizzazione in varie città di aule attrezzate ciascuna con circa 60 esemplari liberamente utilizzabili per gestire in aula laboratori di geometria sullo studio delle coniche e delle trasformazioni geometriche. Sono molti i punti di forza di un approccio alla matematica attraverso l’utilizzo di strumenti : si può fare comprendere come certe idee e certi problemi abbiano affascinato e interrogato l’uomo nel corso di millenni di storia e come anche di fronte alle stesse domande si siano ottenute risposte molto differenti; si può chiedere agli studenti di mettersi nei panni del ricercatore e invogliarli non solo a dare delle risposte ma anche a cercare quelle che sono le domande più significative; diventa infine più naturale per lo studente cercare di giustificare e argomentare il perché di quelle verità matematiche verso le quali spesso non prova grande interesse. Ho lavorato come docente in questi anni svolgendo in diverse classi laboratori di geometria con l’uso delle macchine ed i risultati sono stati incoraggianti. Alla tradizionale lezione ex catedra si sono affiancati momenti di dialogo e discussione molto interessanti in cui i protagonisti sono stati i ragazzi stessi: è stato sia per loro che per gli insegnanti l’occasione per riscoprire il gusto di fare matematica ritrovando nel concreto l’astratto e facendo conoscere quell’aspetto “umanistico” della matematica troppo spesso trascurato.
Prof. Simone Banchelli (docente di matematica presso il liceo Visitandine Malpighi di Castel San Pietro e membro dell’Associazione Macchine Matematiche)
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