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Federica Guidi
Presidente del Comitato Giovani Imprenditori di Confindustria dell’Emilia Romagna

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Per quale motivo credo sia importante che la scuola ed il mondo dell’impresa, dell’industria, si parlino e si confrontino? Per due sostanziali motivi: il primo è quello per cui l’industria è una componente essenziale della società e, quindi, ha una responsabilità sociale precisa e definita.
Il secondo riguarda ovviamente la ricaduta che un buon livello di formazione può avere per garantire anche il futuro e lo sviluppo delle nostre aziende.
Uno degli asset fondamentali che oggi un’azienda ha sono i cervelli, le persone; il mondo cambia rapidamente e le imprese devono stare in questa realtà: non bisogna perdere la propria cultura, le proprie radici, ma bisogna anche seguire questo cambiamento. Io credo, quindi, che il mondo dell’industria e il mondo della scuola si debbano chiaramente incontrare: il problema è come fare. Io penso che un imprenditore debba fare sostanzialmente questo: cercare di far capire, di trasferire quelle che sono le sue esigenze e successivamente, chi opera nel mondo della scuola, della formazione, dovrà saper utilizzare queste indicazioni che arrivano dal mondo dell’industria e saperle integrare correttamente con un programma didattico. Credo che uno dei problemi più gravi che noi oggi stiamo subendo, sia la perdita delle nostre eccellenze, dei nostri cervelli. Ci domandavamo prima: come si fa a farli crescere, quindi a istruirli ma soprattutto come facciamo a tenerli quei cervelli? Noi oggi stiamo soffrendo la competizione da parte di paesi dove stanno sorgendo anche centri di eccellenza. Ecco io credo che un territorio debba vincere questa scommessa in maniera sostanziale, cioè partendo dai giovani, dai giovanissimi.
Confindustria ha sempre avuto una fortissima attenzione al mondo più che della formazione, dell’orientamento per dare a questi ragazzi gli strumenti per decidere. Questo è, credo, un ottimo tentativo per cercare di indirizzare il mondo della formazione verso un sapere e un saper fare. Io penso che l’importante sia dare gli strumenti, fare in modo che la scuola trasmetta alcune linee di base, che poi potranno specializzarsi ed è importante che le industrie si facciano parte attiva in questo processo.
Questo è senz’altro un ottimo punto di partenza; credo e mi auguro che da qui in avanti i momenti di contatto e di dialogo con il mondo dell’industria diventino sempre più stretti e la collaborazione parta da qui per durare a lungo nel tempo.

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